Albania
Capitale Tirana Superficie totale: 28.748 Km
Festa Nazionale:1 e 2 giugno (nuovo anno)
Principali festivita': 8 marzo (giornata internazionale della donna);1 maggio
(Festa dei Lavoratori); 19 ottobre (Giornata di Madre Teresa); 28 novembre
(Festa dell'Indipendenza); 29 novembre (Giorno della Liberazione);25 dicembre (Natale).
Clima: Mediterraneo lungo la costa e nella pianura, continentale all'interno.
Prodotti del Sottosuolo: Petrolio e gas naturale, cromo, rame, ferro, nichel.
Religione : Musulmani 82%, Ortodossi 12%, Cattolici 8%.
Divisione Forze Lavoro: Industria e Commercio 50%, Agricoltura 50%.
Fuso orario:1 ora avanti rispetto all'orario del Meridiano di Greenwich;
stesso orario del Meridiano relativo all'Italia.
Prefissi internazionali: 00 355, prefisso per il Paese; 42 Tirana; 52 Durazzo;
dall'Albania +39 Numero d'Emergenza (raggiungibile h24 da tutto il territorio albanese e
dall'estero): +355, 4274900 Moneta: Lek ma e' possibile pagare in euro
Albania in albanese si chiama Shqiperia, che significa "Terra delle Aquile".
E' divisa in 12 prefetture o contee, suddivise in 36 distretti. Oltre alla
capitale Tirana, con 800.000 abitanti, le citta' principali sono Durazzo,
Elbasan, Scutari, Valona. In Albania meta' della popolazione e'
impegnata nell'agricoltura, e un quinto, lavora all'estero. Il turismo e'
una risorsa in crescita e si concentra nella costa nord. Il tasso di
disoccupazione e' alto e la corruzione, che arriva fino ai piu' alti livelli
governativi, e' stato uno tra i motivi principali della mancata adesione
dell'Albania all'Unione Europea. La popolazione parla l'albanese,
anche se esiste una diffusa conoscenza dell'italiano, sia per gli emigrati,
che per i programmi televisivi italiani, che raggiungono l'Albania.
Capo di stato dell'Albania e' il Presidente della Repubblica eletto ogni
cinque anni dall'Assemblea del Popolo ed attualmente e' Bamir Topi.
La storia del' Albania e' antica. I progenitori degli Albanesi si chiamavano Illiri.
Nel 1389 i turchi cercarono di invadere l'Albania ed il popolo, terrorizzato dai
metodi repressivi dei dominatori, si coalizzo' sotto la guida del principe
Gjergj Kastrioti Skanderbeg, che combatte' con successo contro i Turchi,
contribuendo alla formazione di un unico Stato centralizzato, tanto
che il vessillo della famiglia Kastrioti (aquila nera bicipite in campo rosso),
divenne la bandiera nazionale albanese. Alla morte di Skanderbeg, gli Albanesi
furono travolti dall'impero Turco e solo dopo l'indebolimento della Turchia ad
opera della Russia, il movimento indipendentista albanese, incomincio' a richiedere il
riconoscimento dei diritti politici e l'indipendenza, che si proclamo' il 1912 ad
opera di Ismail Kemal Bey. Lo scoppio della prima guerra mondiale spazzo' via questa
fragile costruzione politica. L'Italia, la Grecia ed altri paesi occuparono l'Albania,
la cui indipendenza fu riconosciuta finalmente nel 1920. La controrivoluzione non si
fece attendere e il governo democratico fu rovesciato dai reazionari guidati da Zogu,
che si fece eleggere nel 1925, presidente della repubblica e nel 1928 si proclamo' re
(in realta' con poteri dittatoriali). Sotto questo regime, l' Albania continuo' ad essere il
paese piu' arretrato d'Europa, finche' nel 1941, un nucleo di partigiani socialisti, sotto
la guida di Hoxha, ed in clandestinita', fondarono il partito comunista albanese.
Hoxha proclamo' l'11 febbraio 1945 la Repubblica Popolare d'Albania, guido' la rinascita del
paese con pugno di ferro, elaborando una costituzione di forte stampo stalinista,
bandendo la proprieta' privata e la possibilita' di professare una fede, liberandosi
senza scrupoli degli avversari politici, e dando vita alla Segurimi, la temibile
polizia di stato con compiti di spionaggio. Per il terrore di possibili invasioni,
ricopri il territorio di bunker di cemento, oggi diroccati ricoveri di nomadi e animali.
Dopo la morte di Hoxha avvenuta nel 1985, l' Albania non sopporto' piu' la ''dittatura'',
ed il successore di Hoxha Alia, diede avvio a un riavvicinamento economico e politico con l'Occidente.
Ma gli eredi di Hoxha, ancora largamente sostenuti nelle campagne, nelle elezioni del 1991,
hanno conquistato una larga maggioranza parlamentare, rendendo cosi incerto e difficoltoso il
processo di democratizzazione del regime. Intanto, la parte piu' povera ed esasperata della
popolazione comincia a prendere la strada dell' espatrio.


